La V4 2025 è la Streetfighter più fedele di sempre al concetto che ha ispirato la nascita del modello, quello di una moto nuda strettamente derivata da una supersportiva. Prima di oggi, nessuna Streetfighter è stata così tecnicamente simile a una Panigale - o a una 1098 o a una 848. Qui abbiamo approfondito il discorso con tutti i dettagli del caso. Nelle prossime righe ci concentriamo invece sulla resa dinamica. Abbiamo provato la nuova nata in pista, nel circuito di Andalusia; un tracciato super tecnico, impegnativo, veloce, divertente.
Streetfighter V4 S 2025: pugno di ferro in guanto di velluto
Prima notizia per importanza è che la moto ci è piaciuta tantissimo. Oggettivamente, si parla di una nuda eccezionale e lo è nella misura in cui rende accessibili performance strabilianti a chiunque abbia una minima esperienza. È bene ribadire che si parla di una supersportiva con manubrio alto, nessuna carenatura e 214 CV. Non ci sarebbe affatto da stupirsi nel trovarsi a tu per tu con un mostro assetato di sangue, difficilmente gestibile, impegnativo fino alla nausea e domabile da pochi eletti. Invece entri in pista e, miracolo, la scopri facile e amichevole come mai avresti pensato conoscendo i suoi numeri. Non c'è una ragione specifica alla base di questo carattere malleabile: ce ne sono molte. In generale, come dicono i piloti alla TV, il pacchetto è ben amalgamato. Tutto lavora in sincronia, a partire dall'ergonomia.
Streetfighter V4 S 2025, un passo avanti nell’ergonomia
La 'Fighter V4 2025 è ben modellata. La triangolazione garantisce una bella sensazione di controllo e predispone alla guida all'attacco tipica della pista. L'avantreno è caricato a sufficienza, si trovano sia in piega sia in frenata superfici conformate a vantaggio del supporto per gambe e braccia. C'è spazio generoso per arretrare in sella, così da potersi ''sdraiare'' quanto possibile sul serbatoio. E si trova il modo di contrastare efficacemente la forza che, in accelerazione, porterebbe diversamente ad appendersi al manubrio. Le pedane sono dove servono: arretrate a sufficienza per aiutarsi con le gambe nelle varie fasi, alte abbastanza da garantire una abbondante a luce a terra senza imporre una posizione da rana.
Streetfighter V4 S 2025, che bella la ciclistica della Panigale V4!
Da parte sua, la ciclistica ha molte qualità. Per essere tanto potente, la 'Fighter è parecchio rapida nello scendere in piega e nel cambiare direzione. Poi, dove si corre - su questo circuito ci sono curvoni da 150 km/h con ginocchio a terra -, mostra una precisione e una stabilità rassicuranti. Il bello è che mantiene la capacità di assecondare il volere del pilota in termini di traiettoria anche nelle fasi in cui si abusa di freni e acceleratore. In staccata accetta senza opporsi di chinarsi in piega, e in accelerazione, pur con la progressione di un F35, tiene la linea in modo ammirevole. In questo quadro invidiabile ci sono sia una componente meccanica sia una componente elettronica. La moto ha di suo un ottimo rigore e una buona maneggevolezza. In più, ha sospensioni semiattive che funzionano alla grande e impostano il miglior assetto per ogni fase di guida. C'è quindi grande sostegno in frenata e accelerazione e allo stesso tempo buona capacità di copiare in percorrenza. Non solo. La nuova aerodinamica va a vantaggio della stabilità sul veloce senza chiedere nulla in cambio in termini di maneggevolezza a bassa velocità. E la frenata combinata usa al posto nostro il freno posteriore, riducendo gli spazi di frenata e aiutando ad andare alla corda. Risultato, la 'Fighter è svelta eppure precisa, accelera come un demonio eppure si ferma in un amen. Raro disporre di una forbice di qualità tanto ampia. E che gusto, averla.
Streetfighter V4 S 2025, e chi l'ha detto che 214 CV sono troppi?
Naturalmente, un ruolo centrale nell'esperienza di guida lo ha il motore. Sentite qui: in termini di spinta, elasticità, qualità dell'erogazione e coinvolgimento emotivo, è perfetto. Poi, magari, su strada si scoprirà che scalda tra le gambe come il forno appena aperto dal quale abbiamo tirato fuori la torta salata, e che consuma come il V8 a nitrometano di un dragster. Ma tra i cordoli, dove tutto questo non conta e non si nota, non si può che lodare. Dolce nella risposta al gas, ha una coppia generosa fin dalla prima fase di apertura e, da lì in poi, grinta da vendere. È un crescendo rossiniano motoristico quello che si sperimenta in sella. L'accelerazione cresce, cresce e cresce mentre il grosso V4 guadagna giri come fosse il quattro-in-linea di una supersport da corsa. I 14.500 giri/min, regime al quale interviene il limitatore, si raggiungono in un attimo. La marcia successiva entra in una frazione di secondo (ottimo anche in scalata, il cambio) e la progressione resuscita istantaneamente con uguale intensità. Sperimentando in prima persona tale grinta mastodontica risulta ancora più ammirevole il modo in cui ciclistica, aerodinamica ed elettronica riescano a convertire tanti CV in forza propulsiva, con una tendenza all'impennamento davvero limitata. Senza contare che agendo su mappature di erogazione, controllo di trazione e via dicendo, si può realmente mitigare l'entità delle forze in gioco a vantaggio della facilità di guida e della salute cardiaca. Nel nostro caso, abbiamo trovato l'impostazione per noi (e per il tipo di pista) ideale nel livello 1 dell'ABS (frenata combinata attiva, ABS attivo solo sulla ruota anteriore, logica cornering attiva) e nella mappatura di erogazione ''High'', la seconda in termini di performance. Tra le novità introdotte da Ducati c'è una valvola di scarico progettata per ridurre la rumorosità. In effetti, al minimo e a bassa velocità la Streetfighter V4 2025 è parecchio più silenziosa della precedente. Mentre ''tirando'', la sua voce è bella come sempre.