Nel fine settimana l'Autodromo Nazionale di Monza ha ospitato la tappa inaugurale del Ferrari Challenge Europe 2025. Tra sabato e domenica le quattro classi che lo compongono hanno dato spettacolo tra sessioni di qualifiche e gare da 30' più un giro - sei in tutto quelle disputate - dove non sono mancati lo spettacolo e le emozioni, compresi un paio di impressionanti incidenti alla Prima Variante e alla Parabolica, per fortuna senza conseguenze fisiche per i piloti coinvolti. Il campionato monomarca del Cavallino Rampante continua a rinnovarsi e ad avere successo tra i clienti e tra gli appassionati, come confermano i 7mila spettatori giunti nella giornata di domenica. Grazie a Ferrari, siamo andati alla scoperta dei suoi segreti e degli ingredienti che gli hanno permesso di diventare uno dei campionati più prestigiosi nel panorama internazionale del motorsport.
- I numeri clamorosi degli iscritti in tutto il mondo
- La 296 Challenge è già un successo
- Tanti campioni sono cresciuti qui
- L'attenzione verso i clienti piloti
Ferrari Challenge: un successo mondiale
Il Ferrari Challenge ha ormai una storia lunghissima alle spalle. Partito dall'Europa, si è ben presto diffuso a livello mondiale con la creazione di altre serie internazionali e regionali: Nord America, Gran Bretagna, Giappone e Australasia. Ne abbiamo parlato con Andrea Mladosic, Head of Ferrari Challenge and Corso Pilota: ''È stata una crescita decisamente esponenziale. Siamo alla 33ª stagione del Challenge Europe, gli altri campionati poi lo hanno seguito, a partire da quello americano che è alla 32ª stagione. Quest'anno abbiamo per il Challenge Europe abbiamo qui 71 iscritti, ma ne abbiamo già 78 per il resto della stagione. Stessi numeri replicati in Nord America, 20 clienti full season in UK, oltre 30 in Giappone, 16 in Australia. Quindi parliamo complessivamente di 210/220 clienti piloti attivi nei cinque campionati challenge''.
Il Ferrari Challenge Europe è suddiviso quattro classi - Pirelli, Pirelli Am, Shell e Shell Am - dove si passa da piloti clienti più vicini al professionismo ad altri puramente gentleman drivers. Anche per questo, l'estrazione anagrafica può variare molto: ''Abbiamo una forbice enorme, abbiamo clienti che vanno dai 18 ai 68-70 anni - ha spiegato Mladosic - Cerchiamo di allocare i clienti nelle classi in base alla loro esperienza. Inevitabilmente, all'interno delle classi si riflette anche un'età media leggermente diversa. I partecipanti al Pirelli sono tendenzialmente più giovani, per arrivare invece agli Shell Am che sono tendenzialmente più avanti con gli anni. L'età media diciamo è attorno ai 45 anni''.
Tra le varie serie, quella europea è quella più globale a livello di partecipanti. L'Italia è la nazione più rappresentata assieme alla Germania, ma gareggiano piloti provenienti da diverse nazioni europee e non solo. Italiano è anche il fornitore di pneumatici che dà il nome al trofeo principale: parliamo ovviamente di Pirelli, le cui gomme sono utilizzate fin dalla prima edizione del 1993.
Ferrari 296 Challenge: l'ultima nata è già un successo
Nella storia del Ferrari Challenge si sono succedute diverse autovetture. Dallo scorso anno è iniziata la sostituzione della 488 Evo con la 296 Challenge, un'auto che fin da subito ha entusiasmato i partecipanti al campionato: ''È una macchina che, dirò un termine tecnico, è una bomba ed è piaciuta tantissimo ai clienti - ha confermato Mladosic - L'anno scorso è stata lanciata nei due campionati principali, quest'anno completiamo con i campionati regionali in Gran Bretagna, Giappone e Australasia. È la prima 6 cilindri della storia del Challenge, prima ovviamente ci basavamo sulla piattaforma 8 cilindri. È una macchina che non solo esteticamente è bella, particolarmente aggressiva, molto più racing di qualsiasi altro modello precedente, ma ha dei contenuti tecnologici entusiasmanti che le hanno fatto fare un salto di qualità''.
La 296 si è rivelata una vettura ideale per un campionato indirizzato a piloti principalmente gentleman: ''I nostri clienti sono nell'ambito del challenge e quindi vogliono garaggiare. La 296 ha tutti quegli accorgimenti per renderla tra virgolette facilmente utilizzabile da piloti che non sono professionisti - ha spiegato Mladosic - Il nostro focus è e rimane sui clienti gentleman: sono molto competitivi, però non sono professionisti. Questa macchina è l'ottimo compromesso tra prestazioni, contenuti, ma anche guidabilità, divertimento e facilità di uso''.
Ferrari Challenge: una palestra per piloti di talento
La competitività del Ferrari Challenge ha fatto sì che il monomarca della casa di Maranello divenisse anche una serie formativa per giovani piloti con ambizioni di carriera nel motorsport. Il caso più eclatante è quello di Nicklas Nielsen, passato dalla vittoria di questo campionato nel 2018 al trionfo nella 24 Ore di Le Mans dello scorso anno al volante della hypercar 499P.
Questo aspetto è stato sottolineato con orgoglio da Antonello Coletta, Global Head of Ferrari Endurance and Corse Clienti: ''Questo campionato, sicuramente tra i più longevi del panorama del motorsport mondiale in termini di monomarca, è diventato anche un campionato molto formativo per i giovani piloti. È chiaro che Nicklas è stato ed è la punta di diamante. Dopo i successi nei kart non aveva i soldi per correre, dunque si era un po' fermato. È ripartito con noi e oggi è uno dei nostri piloti ufficiali, ha vinto la 24 ore di Le Mans, ha vinto quasi tutti i campionati dove ha partecipato. Nessuno però si ricorda che anche Alex Palou è passato dal Challenge e ha vinto il campionato IndyCar. Nel 2005, se non sbaglio, siamo stati i primi ad avere un equipaggio totalmente femminile quando gli altri campionati neanche ci pensavano e siamo stati i primi ad avere un campione donna con Michelle Gatting che adesso corre nel mondiale endurance. Dunque, siamo stati abbastanza innovativi anche dal punto di vista dei piloti: è una cosa che passa sempre sotto traccia, però è giusto ogni tanto soffermarsi e rifletterci perché anche lì abbiamo avuto un ruolo degno di nota''.
Ferrari Challenge: rapporto diretto con i clienti
Il grande numero di partecipanti al Ferrari Challenge testimonia l'ottimo lavoro fatto nel rapporto con i clienti. Un aspetto su cui la casa di Maranello ha puntato molto. Mladosic ha dichiarato: ''Facciamo parte di quelle strutture Ferrari che hanno un rapporto diretto col cliente, oltre che con le strutture intermedie che sono i nostri concessionari e che nell'ambito del challenge diventano tutti gli effetti team sportivi. Quindi il rapporto col cliente è basilare: è importantissimo creare quell'ambiente all'interno del quale il cliente si sente soddisfatto. Siamo in campionato con un regolamento tecnico, un regolamento sportivo ufficiale, quindi da questo punto di vista il cliente si sente veramente un pilota. Sta poi a noi cercare di organizzarlo nel modo migliore possibile e un ingrediente che tengo sempre a sottolineare è l'ambiente familiare in cui il cliente si ritrova quando partecipa ai nostri eventi. Cerchiamo di creare l'ambiente migliore dal punto di vista dell'accoglienza per i clienti, per i loro ospiti, le loro famiglie, i partner, per tutto l'ambiente che gira intorno alla vera competizione''.
Va in questa direzione anche la decisione di creare delle serie regionali come quelle in Gran Bretagna e Giappone che sembrano aprire la strada ad altre novità nel futuro prossimo: ''Per i clienti è più gestibile un campionato locale che ti permette di staccare dal lavoro e di rientrare in famiglia domenica sera, piuttosto che prendere un volo intercontinentale. Quindi questa è la strategia per il prossimo futuro. Abbiamo qualche idea in testa, vediamo se riusciremo ulteriormente a espandere il campionato in alcune parti del mondo ancora meno coperte'' ha concluso Mladosic.